3) Per spiegare l’importanza del concetto di “interattività” nel testo vengono individuate 4 parole chiave, una delle risposte è falsa:
A)catalizzatore
B)ipertesto
C)storia
D)modello
E) tempo
3) Per spiegare l’importanza del concetto di “interattività” nel testo vengono individuate 4 parole chiave, una delle risposte è falsa:
A)catalizzatore
B)ipertesto
C)storia
D)modello
E) tempo
1)F.Gottardo, Paolo Portoghesi Architetto, Gangemi Editore, 2011
1) Secondo il sociologo statunitense A. Toffler “la TERZA ONDATA” che dà il titolo al suo libro è caratterizzata:
2) Il museo Kiasma (una sola è falsa):
3) L’uso della trasparenza in Nouvel rispetto a Gropius:
4) Chi è il progettista , citato nella parte 7 del libro, che opera una ricerca espressiva che l’autore accosta all’astrattismo e agli equilibri dinamici dello scultore Fausto Melotti?
La trattazione di questo approfondimento si fonda sulla base di due testi di riferimento principali.“Olandesi Volanti. Il movimento in Architettura” di Kari Jormakka e “Walkscapes. Camminare come pratica estetica” di Francesco Careri
Quello di cui mi interessa parlare è, come indica il titolo del mio approfondimento, il tema del movimento in Architettura, e soprattutto del movimento nell‘architettura , riferendomi cioè alla quarta categoria dei tipi di movimento in architettura, come definito da c Kari Jormakka, nel libro succitato:quella delle “Passeggiate architettoniche”.
L’assunto di base è la considerazione di Bruno Zevi per cui uno spazio architettonico può essere compreso e vissuto solamente percorrendolo . Ciò implica l’importanza che assume la “quarta dimensione”, il tempo del nostro cammino, per la comprensione dell’ architettura.
S. Geidion, in “Space, Time, Architecture” (1941), sulla scorta delle avanguardie artistiche di primo 900, individua nella 4 dimensione , quella temporale, la peculiarità dell’ architettura moderna.
L’architettura può rapportarsi alla dimensione temporale in vari modi.
Quella dei futuristi è la prefigurazione di organismi urbani che mutano per via della mobilità dei loro componenti.
Furono tra i primi ad interessarsi del tema del movimento in Pittura, Scultura e Architettura. Nella frase di Boccioni succitata, è racchiuso quel sasso che, gettato dal movimento futurista, verrà raccolto decenni dopo soprattutto dalle neoavanguardie (ARCHIGRAM, METABOLISTI).
Vari esempi di architettura cinetica vengono citati nel testo:
Ad esempio le Water Villas di H. Hertzberger, che su piattaforme galleggianti su un lago artificiale possono ruotare seguendo i movimenti del sole o la casa Girasole di Invernizzi, il progetto a Rotterdam di West8
Esempi di architetture di questo tipo sono moltissimi, si può parlare sicuramente di B. Fuller e la cupola geodetica, dei già citati Archigram (Plug in City , Walking City) e metabolisti, sino alle più attuali esperienze, ad esempio le case leggere di carta di Shigeru Ban.
2)-MEDIANTE LA CONTRAPPOSIZIONE TRA ALCUNI ELEMENTI FISSI ED ALCUNI MOBILI(“Movimento strutturale”)
Si tratta di architetture in cui l’edificio non si muove, a muoversis ono alcuni elementi. Ascensori, partizioni mobili su binari, elementi di arredo.
Nel testo un esempio proposto di questo tipo di approccio è la casa Floirac di Koolhaas a Bordeaux
Un esempio chiarificatore di questo tipo di approccio architettonico è a mio avviso la Maison de verre di P.Chareau.
In questa architettura la 4 dimensione è percepibile proprio mediante il contrasto creato tra stasi della struttura portante e dinamismo espresso nei percorsi orizzontali e verticali, nelle partizioni mobili, negli elementi scorrevoli. soprattutto è con l’utilizzo del vetro che si adotta una stretta correlazione tra la casa con l’esterno, che rende possibile la percezione della temporalità.
Trovo interessante sottolineare come nei due citati esempi il movimento dell’architettura, così come precedentemente definito, corrisponda in modo molto stretto al concetto di funzionamento

Camminare
Nel suo libro, Careri spiega come, per migliaia di anni, il percorrere lo spazio sia stato l’unico mezzo attraverso cui l’uomo abbia abitato il mondo.
Il camminare è un atto che nasce dal bisogno primario di reperire cibo ed informazioni adatte alla sopravvivenza e le prime architetture sono infatti i Menhir, segnali posti lungo le grandi vie di attraversamento, che avevano la funzione di comunicare ai viandanti informazioni, presenze e fatti singolari.
Lo spazio del percorso è quindi anteriore a quello dell’architettura, e da questo deriva la nascita dell’architettura, sia come principio strutturante del paesaggio che dello spazio interno, non viceversa.
si può affermare perciò che l’architettura è espressione di una società di tipo nomade e non stanziale.
Nella concezione di architettura come percorso l’arrivo e la partenza hanno un interesse relativo rispetto allo spazio dell’andare, che non conduce ad un luogo ma è esso stesso luogo. E’ la strada che crea nuovi spazi nei quali abitare e nuovi tipi di socialità.
Tempio di Amon a Karnak, Egitto, millennio II a.C.
La laicizzazione dell’atto del camminare, lo svincolamento da pratiche di tipo religioso avviene nel 900, con Dada che per primo ritrova l’atto del camminare come pratica estetica compiendo una serie di escursioni nei “luoghi banali” della città. Teatro della prima azione di Dada è proprio la Parigi della flanerie di Benjamin del 1929.
Nei primi anni ’50, l’Internazionale Lettrista, che confluirà nell’internazionale surrealista nel 1957, conia un nuovo termine: la derive che appoggiandosi al concetto di psicogeografia intende investigare gli effetti del contesto urbano sull’uomo.
Nel 1956, ad Alba il nomadismo, come critica alla società occidentale si inserisce nella storia dell’architettura.
Constant lavora ad un progetto per gli zingari di Alba e giunge ad immaginare una sorta di campo nomade di dimensioni planetarie abitato da un nuovo uomo “L’homo Ludens”.
Le esperienze successive sono quelle della Land art, grazie alle esperienze della quale l’arte esce dai musei per riappropriarsi del paesaggio. Nel 1967 Richard Long realizza A Line made by walking, una linea impressa nel verde semplicemente camminando,che rimarrà solo sulla macchina fotografica. E’ il simbolo della riappropriazione del mondo attraverso la misurazione che l’uomo compie nel percorrerlo.
Il “percorso” è allo stesso tempo l’azione (il camminare), è la linea che attraversa lo spazio ( l’oggetto architettonico: una strada, una scala, un corridoio, una rampa),è il racconto dello spazio attraversato.
Nuove strumentazioni che vengono usate in campo medico per lo studio del movimento umano nello spazio. Sono strumentazioni utili ai progettisti credo per la possibilità offerta dall’immediatezza che intercorre tra il rilevamento dello spostamento umano e la riproduzione fedele di questo su un supporto informatico.